4° fermata
Itaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.
Costantino Kavafis
Solitudine
C'è una solitudine dello spazio,
una del mare,
una della morte, ma queste
compagnia saranno
In confronto a quel più profondo punto
quell'isolamento polare di un'anima
ammessa alla presenza di se stessa -
Infinito finito.
Emily Dickinson
Non restare davanti alla mia tomba a piangere.
Io non sono lì.
Io non dormo.
Asciuga le tue lacrime.
Io sono mille venti che soffiano.
Io sono il luccichio di diamante sulla neve.
Io sono la luce del sole sul grano maturo.
Io sono la pioggia dell'autunno.
Quando vi svegliate nel silenzio del mattino,
io sono il rapido volo verso l'alto degli uccelli che volteggiano.
Io sono le stelle che brillano di notte.
Non restare davanti alla mia tomba a piangere.
Io non sono lì.
Io non dormo.
Asciuga le tue lacrime.
Dal film: Angeli ribelli
L'alchimista
Lento nell'alba un giovane segnato
dal lungo meditare e dalle avare
veglie, siede considerando assorto
i suoi insani bracieri ed alambicchi.
Sa che l'oro, come Proteo, si cela
come il destino in un caso qualunque:
confuso nel terriccio della via,
posto nell'arco, nel braccio, nel dardo.
Nella sua oscura visione d'un essere
che sta segreto nell'astro e nel fango
palpita il sogno antico di Talete di
Mileto, pel quale tutto è acqua.
Altre visioni verranno: un eterno
Dio di cui il volto appare in ogni cosa,
come dirà il geometrico Spinosa,
in un libro più arduo dell'Averno…
Lungo gli estesi confini orientali
Dell'azzurro si fan fiochi i pianeti;
medita l'alchimista le segrete
leggi che uniscono stelle a metalli,
e quando ebbro crede di toccare
l'oro che avrà la meglio sulla Morte
dio, supremo alchimista,lo coverte
in polvere, in nessuno, in nulla e oblio.
J.L. Borges
PREGHIERA DEL CACCIATORE
Sono in cerca di carne,
di carne per i miei bambini.
Dèi della caccia, mostratemi il sentiero,
guidate i miei passi là dove vive il cervo,
azzittite i miei piedi,
tenete una mano sul viso dei sassi,
fermate la bocca dei rami
che oggi calpesterò,
rendete acuto il mio udito,
che possa vedere la preda
mentre è ancora lontana.
Indicatemi le tracce sul terreno,
attraversando un campo o un sentiero.
Fate che possa camminare sempre
prima del vento, e che gli uccelli
e il pavido coniglio non fuggano al mio arrivo.
Parlate voi al coyote e al falcone:
non è loro che voglio,
che stiano nelle tane.
Forte è il mio arco,
più forte ancora il braccio,
acute le mie frecce.
Sono del padre di mio padre.
Egli era vostro amico, ricordate?,
dèi della caccia.
Questo è il suo arco,
possiate riconoscerlo e guidarmi,
mentre la casa è ormai lontana
e cerco carne per i miei bambini.
Canti degli indiani d'america ( Navajo)